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martedì 29 aprile 2014

Volantino del 1 Maggio

PRIMO MAGGIO CONTRO IL GOVERNO RENZI CONTRO IL CAPITALISMO PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI, IN ITALIA E IN EUROPA 














Il Primo Maggio ha come sfondo l'aggravamento dell'aggressione al lavoro, nel vuoto drammatico dell'opposizione. 
L'AGGRESSIONE DI RENZI AL LAVORO: L'OTTO SETTEMBRE DELLE SINISTRE Matteo Renzi offre 80 euro per avere il voto dei lavoratori dipendenti prendendo i soldi dalle loro tasche (addizionali fiscali, nuovi tagli a sanità e servizi), mentre regala ai capitalisti contratti a termine senza limiti e tutela , con un colpo devastante alla condizione dei giovani (e non solo). Un'infamia. L'unica vera differenza con i governi Monti e Letta è che Renzi cer- ca il voto di chi bastona, presentandosi come difensore dei “poveri” “contro i privilegi dei “politici” e dei ricchi”. Strano... Perchè proprio i capitalisti stravedono per lui salutandolo come il “salvatore della (loro) Patria”. Mentre il grosso dei “politici”, a libro paga dei capita- listi, lo appoggia in Parlamento. La verità è che Renzi è solo un truffatore “populista” che punta al comando. E' un Bonapar- te in pectore, che vuole sposare gli interessi dei capitalisti con le proprie ambizioni di car- riera. Che punta a una legge elettorale reazionaria, infinitamente peggiore della legge truffa del 53, capace dargli una maggioranza parlamentare con una minoranza dei voti. Offrendo così più solida “stabilità” alle politiche di rapina del capitale finanziario. Scandalosa è l'assenza di ogni reale opposizione delle sinistre politiche e sindacali al go- verno Renzi. Dove sono Camusso, Landini, Vendola? Dove sono coloro che manifestavano- fosse pure col contagocce e simbolicamente - per “i diritti sociali” e la “democrazia”? Non pervenuti. Anzi: Camusso plaude alla truffa delle 80 Euro, Landini si offre come interlocuto- re di Renzi, Vendola cerca di ricomporre con Renzi quel centrosinistra di cui peraltro SEL fa parte in tutta Italia (spesso assieme a ciò che resta del PRC). Tutti cercano un posto al sole nella Terza Repubblica che Renzi annuncia. E' un nuovo '8 Settembre delle sinistre italiane. DUE BANDE DI IMBROGLIONI: “PROEURO” E “ANTI EURO” Intanto due campi politici fanno a gara nell'imbrogliare i lavoratori nelle “elezioni europee” Da un lato i difensori dell'Unione Europea - PD, FI, NCD..- oggi tutti “riformatori” dell'Unione nel nome dello “sviluppo”e dell'”occupazione”. Bugiardi! Hanno governato per 20 anni, in alternanza o a braccetto, annunciando ogni volta il futuro di una UE “sociale e democrati- ca”. E ora vogliono ancora una volta i voti dei lavoratori per continuare a governare contro di loro nell'Unione Europea dei capitalisti e dei banchieri. Mentre le sinistre cosiddette “ra- dicali” (SEL E PRC) che, alla loro coda, parlano di un possibile capitalismo “sociale” vo- gliono solo prenotare propri futuri ministeri (e assessorati) a braccetto del PD, come in passato. Imboscandosi come al solito in liste “civiche” (oggi guidate da intellettuali liberali, come ieri da Ingroia). Sempre rivolgendosi ai “cittadini”, non più ai lavoratori.► Dall'altro lato figurano i sostenitori del “ritorno alla lira” nel nome della “sovranità naziona- le”. Bugiardi! La Lega e i Fratelli d'Italia hanno sempre governato con Berlusconi, gestendo tutte le cosiddette “politiche dell'Euro” (incluso il pareggio di bilancio in Costituzione) e ora vorrebbero i voti di chi hanno rapinato nel nome..della lira. Mentre Grillo vorrebbe chiudere le fabbriche in crisi e dare 600 euro di “salario di cittadinanza” ai licenziati. Sarebbero que- sti gli amici degli operai? La verità è che vogliono solo turlupinare i lavoratori per i propri disegni politici: o per poter negoziare futuri ministeri con Berlusconi; o nel caso di Grillo per realizzare una Repubblica Web, comandata via Rete da lui e Casaleggio... BASTA CON GLI IMBROGLIONI. PER UNA SOLUZIONE ANTICAPITALISTA, IN ITALIA E IN EUROPA Basta con gli imbroglioni di tutte le specie. L'alternativa non è tra Euro e Lira, ma tra capita- le e lavoro. Il problema non è se comanda Bruxelles o Roma, ma quale classe comanda a Bruxelles come a Roma: i capitalisti o i lavoratori? Altro che “sovranità nazionale” o “so- vranità europea”! Si tratta di sapere chi è il vero sovrano, e dunque chi gestisce la moneta: il grande industriale assieme al banchiere, o l'operaio? Chiunque rimuove questo nodo di classe vuole solo truffare gli operai per conto degli industriali e dei banchieri. In Italia come in Europa. Il capitalismo è fallito. Chiunque lo governa distribuisce miseria e sacrifici a vantaggio di una piccola minoranza di sfruttatori e parassiti, sia con l'Euro che con la lira. I sacrifici dei lavoratori inglesi sotto la sterlina non sono diversi da quelli dei lavoratori francesi e italiani sotto l'Euro. Nè Hollande o Renzi fanno politiche sociali diverse da quelle di Camerun. Solo un governo dei lavoratori può liberare la maggioranza della società dalla dittatura dei capi- talisti, dei loro partiti, dei loro governi: espropriando le aziende che licenziano; riducendo l'orario di lavoro a parità di paga; abolendo il debito pubblico verso le banche e nazionaliz- zandole senza indennizzo; varando un grande piano di nuovo lavoro per opere sociali fi- nanziato dalla tassazione progressiva delle grandi ricchezze. Ricondurre ogni rivendicazione e ogni lotta ad una alternativa di società e di potere, è il no- stro impegno. O la classe operaia impone una propria soluzione alternativa alla crisi socia- le, o quella crisi troverà sbocco nella reazione. L'avanzare in Europa di forze xenofobe, rea- zionarie e/o fasciste ne è la riprova. Il PCL - l'unico partito che non ha mai tradito gli operai- è l'unico partito che si batte in Italia per questo programma di rivoluzione, assieme ad altri partiti rivoluzionari d'Europa e del mondo, oggi raggruppati attorno al Coordinamento per la Rifondazione della 4° Internazio- nale (CRQI) Organizzare attorno al Partito Comunista dei Lavoratori tutte le avanguardie più coscienti della classe operaia e di ogni movimento di lotta, è l'unico modo di rafforzare una prospet- tiva anticapitalista. 
L'unica vera alternativa per gli sfruttati. 

Partito Comunista dei Lavoratori 
www.pclavoratori.it – info@pclavoratori.it 
f.i.p. via Marini 1/b Bologna, 29.04.2014

lunedì 28 aprile 2014

“CON I LAVORATORI, A DIFESA DEI PIU’ DEBOLI”


Il Partito Comunista dei Lavoratori sarà presente, per la prima volta, alle elezioni comunali di PAVIA. 

Il PCL si candida autonomamente proseguendo nella battaglia che lo caratterizza dalla nascita a difesa dei lavoratori e dei ceti popolari, in aperta contrapposizione con le svariate alleanze di centrosinistra il cui baricentro è fondato su ipotesi di governo dell’esistente. 
Noi rivendichiamo la lotta per un’alternativa di società, per un governo dei lavoratori, per un progetto anticapitalistico che si batte per le necessità della vita umana contro le regole del profitto. Escludiamo quindi fin dall’inizio della campagna elettorale ogni eventuale alleanza elettorale con il centrosinistra e ogni apparentamento al ballottaggio. 
Il presentarci autonomamente e senza alleanze con altre liste è una scelta obbligata: deriva dalla constatazione che l’unità a tutti i costi con il centrosinistra governativo e borghese non ha fatto altro che alimentare i peggiori pregiudizi reazionari fra la popolazione, perché la politica di quei partiti risparmia i poteri forti e non sostiene i bisogni sociali. 
Il nostro programma elettorale è un programma di obiettivi di lotta, per i quali saremo sempre disponibili alla formazione di grandi fronti unitari con tutti i soggetti politici che intendono battersi per gli interessi degli oppressi di questa società, contro gli interessi dei padroni e degli speculatori. 
Al di fuori e contro ogni gioco istituzionale e partitico, ci proponiamo di garantire un permanente controllo sulle scelte della futura giunta comunale attraverso una battaglia dentro e fuori le istituzioni, capace di organizzare sul nostro territorio la difesa delle condizioni di vita e di lavoro della popolazione lavoratrice e costruire una forza comunista rivoluzionaria. 
Le nostre rivendicazioni caratterizzanti, anche sul piano locale, riflettono una logica di rottura con le “compatibilità” del capitale in crisi e con le regole del gioco delle sue amministrazioni tradizionali: a partire dal ripudio del patto di stabilità e del debito pubblico verso le banche, l'abolizione del finanziamento pubblico a scuole e cliniche private, la trasformazione di tutti i contratti precari in contratti in tempo indeterminato, il diritto al lavoro, il diritto alla casa, la tutela del territorio, il limite di un salario medio operaio per gli eletti e assessori comunali, l'annullamento di tutte le privatizzazioni ed esternalizzazioni effettuate nel campo dei servizi sociali col loro ritorno sotto controllo pubblico e sociale. Il tutto nella prospettiva di fondo della rivoluzione socialista e di un governo dei lavoratori, quale unica soluzione alternativa al fallimento storico del capitalismo. 
Candidata a sindaco la giovane, tenace e grintosa compagna Elena Felicetti. 

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 
Pavia – sez. “Tiziano Bagarolo “

sabato 26 aprile 2014

COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA DEI LAVORATORI



La classe operaia non può assistere passivamente ai giochi politici e istituzionali con cui i suoi avversari cercano di risolvere la propria crisi per continuare la propria offensiva contro i lavoratori. 
La classe operaia deve porre un programma di rivendicazioni sociali al centro della crisi politica per imporre una propria soluzione della crisi. E questo programma dev'essere radicale quanto è radicale la crisi che è chiamato a risolvere. 
Si impone un grande fronte unitario di lotta del movimento operaio e di tutte le sue organizzazioni per un programma di svolta: blocco immediato dei licenziamenti, con l'esproprio delle aziende che licenziano; abolizione delle leggi di precarizzazione del lavoro e assunzione dei precari a tempo pieno e indeterminato; ripartizione fra tutti del lavoro esistente con la riduzione generale dell'orario a parità di paga; un salario dignitoso ai giovani in cerca di prima occupazione e ai disoccupati in cerca di lavoro; recupero salariale e pensionistico rispetto alle perdite di questi anni; un grande piano di nuovo lavoro, finanziato con l'abolizione del debito pubblico verso le banche, con la soppressione dei trasferimenti pubblici alle imprese private, con la tassazione dei grandi redditi e patrimoni. Ciò che comporta la rivendicazione della nazionalizzazione delle banche, senza indennizzo, e sotto controllo operaio: che consenta di liberare milioni di famiglie dal cappio di mutui usurai e di riorganizzare da cima a fondo la società, a partire dall'emergenza sociale del lavoro, delle pensioni, della sanità, della scuola, dell'ambiente.... 
Il PCL è al servizio di questa prospettiva. 


Mercoledì 30 APRILE dalle 10.00 alle 12.00
Pavia - via Indipendenza davanti ASL

verrà distribuito materiale informativo e il Giornale comunista dei lavoratori 


PCL Pavia sez. “ Tiziano Bagarolo “

venerdì 25 aprile 2014

25 APRILE 2014 - PAVIA MANIFESTAZIONE

UN 25 APRILE DA RIVOLUZIONARI. CONTRO IL GOVERNO RENZI. CONTRO IL CAPITALISMO. PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI



Resistenza 
La sollevazione partigiana del 45 rovesciò il regime nazifascista. 

Le aspirazioni più profonde di quella giovane generazione andavano ben al di là: ponevano in discussione il regime capitalista che aveva generato il fascismo, e le classi dirigenti che lo avevano sostenuto e foraggiato. 
La “rossa primavera” delle canzoni partigiane parlava di socialismo e di potere dei lavoratori. 

LA RESISTENZA: UNA RIVOLUZIONE TRADITA 

Ma le direzioni della sinistra italiana a partire dal PCI di Togliatti tradirono la Resistenza Partigiana. In accordo con Stalin, e le sue intese di spartizione con le potenze capitaliste “democratiche”, salvarono il capitalismo italiano. Si accordarono con la DC e i partiti borghesi per una soluzione di governo di unità nazionale, che salvaguardasse la proprietà dei capitalisti, rimettesse in sella i vecchi prefetti, amnistiasse i fascisti. Il ministro di Grazia e Giustizia era Togliatti, a braccetto di De Gasperi. Fu la pugnalata alla schiena di una rivoluzione possibile. La Costituzione borghese del 48 concordata fra De Gasperi e Togliatti sigillò il tradimento della Resistenza. “ Una rivoluzione promessa in cambio di una rivoluzione mancata” scrisse Calamandrei. Era la verità. Tutto ciò che seguì, nella lunga pagina del dopoguerra ( dalla repressione degli operai e dei comunisti sino allo stragismo di Stato) è la riprova dell'ipocrisia della “democrazia” borghese: come diceva Lenin “un paradiso per i ricchi, un inganno per gli sfruttati”. La letteratura della Costituzione serviva a mascherare questa verità.

MATTEO RENZI: UN ASPIRANTE BONAPARTE 

Oggi gli ultimi eredi del PCI dopo infiniti trasformismi hanno concluso la propria carriera nel PD di Matteo Renzi. Relegati a ultima ruota di scorta dal partito liberale da loro stessi fondato. Un partito divenuto il comitato elettorale di un piccolo Bonaparte in pectore, che rompe definitivamente con ciò che resta della Costituzione borghese del 48 per puntare ad una propria soluzione di comando. Con una legge elettorale truffa peggiore di quella dei fascisti del 23 ( legge Acerbo) che assegna a una minoranza la maggioranza del Parlamento, e pone il Parlamento sotto il controllo stabile del governo. Una enormità. Che serve solo a rendere più rapide, stabili, governabili, le politiche di precarizzazione selvaggia del lavoro, dei tagli sociali, delle privatizzazioni, a uso e consumo dei profitti dei capitalisti e delle banche. E' il progetto di una Repubblica reazionaria. Il fatto che oggi manchi ogni reale opposizione a sinistra a questo progetto e al governo Renzi; che le burocrazie di CGIL e FIOM coprano la truffa populista degli 80 euro, a sua volta funzionale a mascherare quel progetto; che le stesse sinistre cosiddette “radicali” non promuovano una mobilitazione nazionale contro questa infamia, ed anzi preferiscano imboscarsi in liste civiche di liberal progressisti, misura non solo la capitolazione dei gruppi dirigenti della sinistra italiana. Ma lo spazio che di fatto offrono con questa politica all'opposizione populista di Beppe Grillo e al suo progetto di Repubblica plebiscitaria senza partiti e sindacati sotto il controllo della ( sua ) Rete. Oggi il nuovo bipolarismo Renzi/Grillo trascina la deriva della democrazia borghese italiana. 

PER UNA REPUBBLICA DEI LAVORATORI. PER UNA SINISTRA CHE NON TRADISCA 

Passato e presente ci chiamano dunque a un bilancio e alla necessità di una svolta. Occorre costruire una sinistra rivoluzionaria, che stia sempre e solo dalla parte dei lavoratori, che rompa con la compromissione coi loro avversari, che leghi ogni battaglia immediata, sociale e democratica, ad una prospettiva di rivoluzione. Il capitalismo non ha più nulla da offrire né in termini sociali né in termini di democrazia. La sua sopravvivenza trascina con sé una regressione storica sempre più profonda delle condizioni sociali e dei vecchi diritti costituzionali. Solo una rivoluzione socialista, solo un governo dei lavoratori che rifondi la società da cima a fondo, può impedire una deriva reazionaria. In Italia e in Europa. Per questo l'unico modo di onorare realmente la memoria del 25 aprile è di lottare per la Liberazione dalla dittatura del capitale, la speranza per cui tanti partigiani combatterono e morirono. Dare un partito a quella speranza. Dare un partito al programma di una Repubblica dei lavoratori, è l'impegno quotidiano del Partito Comunista dei Lavoratori. L'unico partito che non ha mai tradito gli operai. 

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

giovedì 24 aprile 2014

QUESTA NON E' L'ITALIA CHE VOLEVANO I PARTIGIANI



Il 25 Aprile si celebra la ricorrenza di una grande lotta di popolo, la lotta dei partigiani che non solo hanno combattuto l'oppressione fascista ma volevano anche costruire un paese migliore e più giusto: una vera svolta rispetto agli assetti sociali ed istituzionali della monarchia liberale che aveva partorito il fascismo quale reazione alle lotte operaie dei primi anni '20.  
Migliaia di partigiani pensavano che la lotta contro i nazisti e i fascisti sarebbe stata solo la prima tappa della grande battaglia contro la società capitalista e la sua classe dominante, che dei nazi-fascisti si era servita per schiacciare la forza rivoluzionaria della classe operaia. Ma furono ingannati. 
E oggi? Chi attacca salari e pensioni? Chi precarizza il lavoro? Chi apre i lager per i lavoratori immigrati? Chi pesta i manifestanti con metodi cileni e partecipa a guerre imperialiste e ad avventure neo-coloniali? E’ uno stato democratico. 
Ma quale democrazia? Quale uguaglianza politica può mai esistere all’interno di un sistema fondato su enormi disuguaglianze economiche e sociali? 
Per i lavoratori e le lavoratrici i nemici di ieri sono quelli di oggi: la grande borghesia industriale e finanziaria, che oggi vuole imporre nuovi sacrifici per salvare i propri profitti. 

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 
Pavia sez. “ Tiziano Bagarolo “

sabato 19 aprile 2014

IL 25 APRILE ANTIFASCISTA- ANTICAPITALISTA



La sezione provinciale di Pavia del Partito Comunista dei Lavoratori esprime netto dissenso per la scelta di far chiudere la celebrazione dell’anniversario della Liberazione con un'orazione ipocrita e ambigua del Gen. Carlo Maria Magnani, uomo dell’esercito, di guerra, che non può certo onorare la resistenza partigiana.
La lotta antifascista non è ridotta e riducibile ad un lontano passato, ma deve continuare contro vecchi e nuovi fascisti. 
La lotta antifascista è la lotta contro una determinata ideologia che oggi tenta di riciclarsi anche con nuove maschere, a volte istituzionali. 
Non accetteremo mai che un Generale dell’esercito possa salire sul palco di piazza D’Italia il 25 Aprile. 
Non accetteremo mai che un rappresentante dello stato borghese, che deve la sua esistenza al sacrificio di partigiani e resistenti, possa svilire e infangare la commemorazione dell'evento culminante della Resistenza agli oppressori nazi-fascisti. 

PCL Pavia sez. “ Tiziano Bagarolo “

giovedì 17 aprile 2014

IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI SARÀ PRESENTE ALLA COMMEMORAZIONE DI FERRUCCIO GHINAGLIA.

Pavia lunedì 21 Aprile p.le GHINAGLIA ore10,00 









Il 21 aprile 1921 viene assassinato dai fascisti FERRUCCIO GHINAGLIA un internazionalista prima ancora che un antifascista, 
“O con Lenin o con Turati. O per la rivoluzione o per le riforme borghesi. Noi siamo con Lenin, per la rivoluzione.”
Il 21 aprile 1921 Ghinaglia moriva assassinato dai fascisti. Sere prima in Borgo Ticino, il rione popolare “fortilizio dei socialcomunisti” come dicevano i fascisti, Ghinaglia aveva parlato a una riunione operaia sulla necessità di reagire allo squadrismo. E al termine del comizio i bordighiani avevano attaccato e disperso un gruppo di fascisti che sui camion tornavano da una delle loro bravate notturne. 
La sera del 21, Ghinaglia e i suoi compagni furono presi a rivoltellate. 
Colpito alla testa Ghinaglia morì all’istante. Afferma Arturo Bianchi, un fascista della prima ora, che Ghinaglia stava cantando l’Internazionale. 
Morto Ghinaglia, il gruppo comunista pavese perse in parte slancio, ma proseguì la sua attività fino agli arresti di massa del 1927. 

L’esempio di questi propugnatori della lotta internazionalista in Italia non solo non deve essere dimenticato ma ripreso per una ferma e decisa opposizione alle nuove guerre dell’imperialismo

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 
Pavia sez, “ Tiziano Bagarolo “

Interrogarsi sul 12 Aprile



Una sintesi sugli avvenimenti del 12 Aprile a Roma

Le immagini della feroce repressione di cui Polizia e Carabinieri sono stati autori in Piazza Barberini continuano a distanza di giorni a rimbalzare tra organi di stampa borghesi, blog e social network. La tonnara di Piazza Barberini consegna al movimento decine e decine di feriti e gli arresti di diversi compagni, a cui va tutta la nostra solidarietà. La mobilitazione per la scarcerazione di Lorenzo, Matteo, Simon e Ugo deve essere fin da subito forte e decisa. Interrogarsi sul come è venuta a maturare la giornata del 12 Aprile e le stesse condizioni della repressione di Piazza Barberini è però il punto centrale da cui partire. Il primo dato da osservare è che, in netta controtendenza con le giornate del 18-19 Ottobre, la partecipazione mobilitazione è stata molto bassa, con cifre che oscillano tra i 10.000 e i 20.000. Se le giornate di Ottobre, che pure erano nate intorno alla questione abitativa, avevano avuto la capacità di coagulare intorno a se alcuni settori delle avanguardie di classe e quindi di richiamare anche altri obbiettivi, altre parole d'ordine che non fossero esclusivamente quelle vertenziali della casa e del generico riferimento al reddito, per il 12 Aprile non è stato così. Appiattire sul piano vertenziale della questione abitativa romana una mobilitazione che invece aveva bisogno di allargarsi ad altri obbiettivi, ad un altro piano di progetto politico, ha avuto come conseguenza la diserzione della massa dalla piazza. La piazza del 12 ci consegna in negativo molte preziose lezioni, a partire dalla gestione delle dinamiche di piazza, ma passando anche per una più profonda analisi di come si devono far partire certe dinamiche, che non possono più essere pratiche di rappresentazione dello scontro, non si può più "giocare alla guerra", non si può più continuare a delegittimare le parole stesse, chiamando alla sollevazione, all'assedio, alla presa dei palazzi, quando le condizioni materiali e numeriche dicono l'esatto contrario. La stessa autorappresentazione di certi settori del corteo e del movimento antagonista come i veri duri e puri, mentre tutti gli altri sarebbero illusi o illusionisti, riformisti o istituzionalisti, si declina sostanzialmente nello scontro fine a se stesso voluto e cercato con Polizia e Carabinieri. Con l'amara sorpresa, stavolta rispetto al 18-19, che le forze del disordine, forti anche della nostra esiguità numerica e dell'autoisolamento in cui si è venuta a costruire la giornata del 12, hanno reagito con più forza, sbaragliando la piazza in una manciata di minuti, distribuendo manganellate e facendo anche diversi arresti. Su un altro versante, la costruzione del 12 Aprile ci conferma che non esiste mobilitazione di massa senza la massa. Questa tautologia ci serve a comprendere come non si possano lanciare cortei solo attraverso proclami e intorno a vertenze che stentano ad avere una dimensione nazionale anche solo all'interno della loro dinamica specifica. Certo l'assenza dalla piazza del movimento operaio organizzato è uno dei fattori della riuscita minoritaria del corteo, ma non è l'unico: il corteo non ha avuto appeal nemmeno tra gli studenti e in ambienti di sinistre confuse. Il lavoro per la costruzione di una vertenza generale del mondo del lavoro è la strada maestra per ricostruire una mobilitazione che abbia una vera caratterizzazione di massa e che porti con sè quindi anche un progetto politico chiaro, fuori dal vertenzialismo e dal localismo e all'interno di una piu' generale opposizione al sistema capitalista e di un programma rivoluzionario di sua rottura e di suo superamento. Questo lavoro ha come elemento cardine la costruzione del partito rivoluzionario, non c'è unificazione delle vertenze, non c'è progetto rivoluzionario che possa passare al di fuori della costruzione del partito. Lo spontaneismo vive di stagioni, che possono essere floride come no, superare il movimentismo fine a se stesso è un compito quanto mai urgente, dato il livello di organizzazione dell'avversario. 

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

mercoledì 16 aprile 2014

IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI PRESENTE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE A PAVIA PER UN “ANTIFASCISMO DI CLASSE!”













Oggi più che mai assistiamo ad una ripresa politica delle organizzazioni di estrema destra. 
IL loro "risveglio" trova nella crisi e nella copertura dei vari governi di centro destra o destra (Italia, Francia est Europa) dei patner importanti. 
IL dovere, il primo compito di un' organizzazione rivoluzionaria come la nostra è quella di saper intercettare il malcontento presente e spiegare a tutti che il fascismo non è la soluzione. 
L’antifascismo è stato nella storia essenzialmente prerogativa dei militanti comunisti, socialisti ed anarchici, i quali hanno pagato al fascismo il prezzo più alto in termini di repressione. 
Da alcuni anni assistiamo a squallidi tentativi di “pacificazione” tesi ad affermare il concetto che partigiani e repubblichini fascisti fossero tutti uguali, tutti egualmente italiani e patrioti. 
Se oggi c’è qualcosa da ricordare sono i 40.000 italiani che furono strappati dalle loro case dai militi della Repubblica Sociale o dalle truppe tedesche e deportati nei lager, di questi 30.000 erano partigiani, antifascisti e lavoratori arrestati in gran parte dopo gli scioperi del marzo del 1943. 
Oggi, come ieri, bisogna dunque guardarci da chi tenta di cambiare la storia per affermare nel presente un nuovo autoritarismo fatto di razzismo e discriminazioni nei confronti di ogni “diversità", di negazione dei diritti dei lavoratori, di repressione poliziesca del dissenso, d’annientamento di ogni garanzia sociale.
Oggi essere antifascisti da veri comunisti vuol dire opporsi alle e nelle istituzioni locali e nazionali che molto spesso tollerano le sedi d'estrema destra. Amministrazioni locali che spesso si reggono con il sostegno acritico e prono di forze antagoniste o riformiste. L'antifascismo per noi non è un fronte popolare né un blocco per la democrazia, ma un metodo politico eretto sull'internazionalismo e la lotta di classe. 

Questo il significato della nostra presenza. 

Partito Comunista dei Lavoratori 
Pavia – sez. “ Tiziano Bagarolo “

VIDEO SPOT ELEZIONI COMUNALI 25 MAGGIO PAVIA



martedì 15 aprile 2014

PROGRAMMA ELETTORALE - AMIANTO -



AMIANTO

QUESTIONI DI METODO, NON DI MERITO!

Di Elena Felicetti – 
candidata a sindaco del 
Partito Comunista dei Lavoratori 











 In questa lettera cercheremo in poche parole di rendere note le nostre posizioni riguardo ai temi che animano il dibattito politico in vista delle elezioni del 25 maggio. In primo luogo considerare il tema dell'Arsenale come campo sperimentale per gareggiare al più bravo o al più furbo è una perdita di energie e distoglie l'attenzione dalla visione unitaria che investe la città nella sua complessività e complessità. Non si può agire su un singolo frammento senza aver analizzato da un punto di vista urbanistico la questione. E per urbanistico non intendiamo nemmeno scadere in questioni solo tecniciste, peraltro complesse e in continua fase di formulazione. Per urbanistico intendiamo soprattutto una convergenza di competenze, in grado, quantomeno, di creare le condizioni di partenza per animare un dibattito rivolto al futuro e non solo di risoluzione di problemi nelle contingenze (spesso di moda perché molto discussi). Detto ciò non vogliamo nemmeno mettere da parte situazioni che si presentano come tali, ad esempio l'emergenza abitativa; al contrario questo è uno dei punti da cui partire, in coerenza con quanto affermato all'esordio della nostra presentazione alle elezioni. Dunque inizieremo con il delineare ciò che secondo noi rientra espressamente in una “questione di metodo”. Descrizione della città: come progettare senza valutare ciò che già esiste? Punto dolente e troppo lungo per essere proposto in poche righe. La conoscenza della storia è però imprescindibile. Già partire dall'attuale e descrivere Pavia cosi com'è oggi potrebbe aiutarci a capire dove e come hanno preso forma gli spazi del pubblico e gli spazi del privato e come sono collegati, inserirli in una linea del tempo e vedere come sono stati modificati. Nel primo punto rientrano a piene questioni come le aree industriali dismesse e la loro riqualificazione, la tutela e valorizzazione dei Beni Culturali, accanto a ciò la questione abitativa, infine ma non per ultima la questione degli spazi di sociabilità e studio. Tutto questo non può fare a meno di un'analisi economica locale da inserirsi in un contesto più allargato che segue direttrici globali, alla luce dei cambiamenti del territorio nell'età post fordista e postmoderna. E possiamo aggiungere i cambiamenti demografici, i fenomeni migratori, la differente composizione sociale che abita oggi a Pavia. Non vogliamo che anche la nostra città si rifletta nell'architettura della disuguaglianza. Non lo vorremmo ma purtroppo è così! “Il diritto all'abitare è un diritto soggettivo che si scontra con il diritto di proprietà”. Dunque chi fa appello alla legge si mostra sempre coerente con l'appagamento dei bisogni? Andiamo tutti insieme in catasto, a fare un censimento, ma non solo degli alloggi vuoti! (per altro dato soggetto a cambiamenti repentini, in base agli sfratti esecutivi, alle procedure di sfratto che spingono il soggetto a soluzioni alternative e alle politiche di assegnazione degli alloggi). Facciamo una ricerca per soggetto, partendo in ordine da Comune, Aler (edilizia convenzionata), Ministeri, Enti previdenziali... Cerchiamo di capire la destinazione d'uso del bene, il valore posizionale per zona censuaria, e tutto ciò che concorre a formulare il valore patrimoniale visualizzabile su una visura catastale. Ci renderemo conto delle disuguaglianze enormi, tra chi è proprietario e chi è possessore (locatore). Ma non solo, iniziamo così finalmente a descrivere la città. Vedremo che la tendenza rilevata già nel 2001, di dare poco impulso all'edilizia sovvenzionata, non è ormai solo prassi, ha addirittura un'inversione di tendenza, la svendita del patrimonio pubblico per incamerare liquidi. Per quanto riguarda il censimento sulle abitazioni e gli alloggi, abbiamo a disposizioni i dati ISTAT purtroppo fermi al 2011 e non completi: sono state rilevate solo famiglie con titoli di proprietà e in affitto, ma vengono escluse le famiglie in altro tipo di alloggio, in struttura residenziale collettiva e le famiglie senzatetto. Forse un'inchiesta agevolerebbe molto il lavoro. Siamo stati generici e non esaustivi, ci sono tanti altri aspetti di cui discutere; siamo pronti a farlo ma non da tribune elettorali dalle quali declamare finte novità! Al di là della forma c'è una sostanza, l'architettura riflette un contenuto! Ciascuno si prenda le proprie responsabilità, chi votò a sfavore della moratoria degli sfratti, non si improvvisi oggi, da buon imbonitore cerchiobottista, a salvatore delle genti.

giovedì 10 aprile 2014

IL VERO SCANDALO E' L'ASSENZA DI UN'OPPOSIZIONE REALE A SINISTRA





Il DEF di Renzi è uno specchietto per allodole. 







Gli 80 euro saranno pagati dagli stessi beneficiari attraverso i tagli di spesa sociale annunciati, a partire dalla sanità. L'”aumento di tasse” sulle banche è irrisorio rispetto al regalo fatto loro con la rivalutazione delle quote in Bankitalia: che prevede nuovi trasferimenti pubblici nei portafogli privati delle banche, attraverso l'acquisto statale delle loro quote “eccedenti” il tetto del 3%. 
Le privatizzazioni annunciate “per ridurre il debito pubblico” saranno un ulteriore travaso di risorse pubbliche nelle tasche private dei detentori del debito, cioè delle banche ( oltretutto prevedibili acquirenti di aziende pubbliche a prezzi stracciati) . Insomma, una partita di giro a favore dei banchieri e dei capitalisti. 
Sarebbe questa la “svolta buona”? 
 La verità è opposta. Sotto il fumo propagandistico delle pose populiste, avanza “il rullo compressore” delle misure anti operaie: un salto impressionante, per decreto, della precarizzazione del lavoro ( contratti a termine e apprendistato); una nuova mole di licenziamenti trascinati da privatizzazioni per 48 miliardi a regime; una nuova mannaia sui pubblici dipendenti e sui servizi pubblici tramite tagli di spesa pubblica per 32 miliardi in 3 anni. Parallelamente una riforma elettorale e istituzionale reazionaria persegue la stabile “governabilità” di queste politiche di rapina. Il vero scandalo è l'assenza di ogni reale opposizione a tutto questo da parte delle sinistre politiche e sindacali, che oscillano tra un incredibile plauso, imbarazzati silenzi e borbottii irrilevanti. Ossia il nulla. Non a caso il Sole 24 Ore si compiace oggi delle capacità di “un leader popolare” di fare “cose ad altri precluse, senza incontrare resistenze”. Non poteva esserci una ...condanna più autorevole delle politiche di Camusso e di Landini; e una sottolineatura più drammatica dell'esigenza di opposizione radicale e di massa al governo Renzi , e di un'altra direzione politica e sindacale del movimento operaio. 

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

lunedì 7 aprile 2014

PRESENTATO IL SIMBOLO DEL PCL PER LE ELEZIONI EUROPEE



COMUNICATO STAMPA. 

Non sappiamo se riusciremo a saltare tutti gli ostacoli frapposti alla nostra partecipazione da una legge elettorale reazionaria. Il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) ha oggi depositato il proprio simbolo per le elezioni europee. Non avendo nulla da nascondere ai lavoratori, non dobbiamo nasconderci in liste civiche, come truppa di complemento di intellettuali liberal progressisti. Siamo comunisti, e ci presentiamo per quello che siamo. Non sappiamo se riusciremo a saltare tutti gli ostacoli frapposti alla nostra partecipazione da una legge elettorale reazionaria. Sappiamo che in ogni caso la campagna del PCL ci sarà e sarà indirizzata su due fronti: contro la truffa dell' Unione Europea e di una sua possibile “riforma sociale”, e contro la truffa parallela del ritorno alla lira. La vera alternativa non è tra euro e lira, ma tra capitale e lavoro. Non è se comanda Bruxelles o Roma, ma quale classe governa a Bruxelles come a Roma: i capitalisti o i lavoratori? Il capitalismo è società di sfruttamento sotto qualsiasi moneta, su scala nazionale ed europea. Solo la classe lavoratrice, espropriando capitalisti e banchieri, può rifondare su basi nuove la società del vecchio continente, nella prospettiva degli Stati Uniti Socialisti d'Europa. Porteremo in ogni caso questo programma rivoluzionario nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università, ovunque vi sia sfruttamento, oppressione, discriminazione. Non dobbiamo accreditarci agli occhi di Renzi, o di Schulz, o di Spinelli. Dobbiamo indicare agli sfruttati l'unica possibile alternativa, sviluppando la loro coscienza di classe. Contro reazionari, liberali, ciarlatani.

 PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

sabato 5 aprile 2014

MOBILITAZIONE IMMEDIATA CONTRO DECRETO LAVORO


Il decreto del governo Renzi sul lavoro è un nuovo colpo drammatico alle condizioni della giovane generazione. 
La precarizzazione si fa generale e definitiva, senza limiti temporali , tutele legali, protezioni sindacali, contenuti formativi. 



Nessun governo precedente avrebbe potuto osare tanto. Se può provarci Renzi , dietro lo schermo truffa degli 80 euro, è grazie alla complicità o la passività delle sinistre politiche e sindacali. Non bastano le “critiche” platoniche al decreto, tanto più dopo aver esaltato i provvedimenti di Renzi come “giorno di festa” ( Camusso) o “ positivo cambiamento”( Landini) o “momento di svolta” ( Vendola). E' necessaria una mobilitazione di massa in tutta Italia per il ritiro immediato del decreto, per l'abolizione di tutte le leggi di precarietà, per la ripartizione del lavoro esistente, per un piano di nuovo lavoro.



Mercoledì 9 Aprile dalle 10.00 alle 12.30- Pavia- Piazza E.Filiberto
In caso di pioggia via Indipendenza (davanti ASL)
INCONTRO CON
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
E CON LA CANDIDATA A SINDACO
Elena Felicetti
verrà distribuito materiale informativo e il Giornale comunista dei lavoratori


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI SEZ. DI PAVIA

giovedì 3 aprile 2014

ELEZIONI COMUNALI- PAVIA 25 MAGGIO




IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI PRESENTE NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI PAVIA

“CON I LAVORATORI, A DIFESA DEI PIU’ DEBOLI”


Il Partito Comunista dei Lavoratori sarà presente, per la prima volta, alle elezioni comunali di PAVIA.

Il PCL si candida autonomamente proseguendo nella battaglia che lo caratterizza dalla nascita a difesa dei lavoratori e dei ceti popolari, in aperta contrapposizione con le svariate alleanze di centrosinistra il cui baricentro è fondato su ipotesi di governo dell’esistente. Noi rivendichiamo la lotta per un’alternativa di società, per un governo dei lavoratori, per un progetto anticapitalistico che si batte per le necessità della vita umana contro le regole del profitto.

Escludiamo quindi fin dall’inizio della campagna elettorale ogni eventuale alleanza elettorale con il centrosinistra e ogni apparentamento al ballottaggio.

Il presentarci autonomamente e senza alleanze con altre liste è una scelta obbligata: deriva dalla constatazione che l’unità a tutti i costi con il centrosinistra governativo e borghese non ha fatto altro che alimentare i peggiori pregiudizi reazionari fra la popolazione, perché la politica di quei partiti risparmia i poteri forti e non sostiene i bisogni sociali

Il nostro programma elettorale è un programma di obiettivi di lotta, per i quali saremo sempre disponibili alla formazione di grandi fronti unitari con tutti i soggetti politici che intendono battersi per gli interessi degli oppressi di questa società, contro gli interessi dei padroni e degli speculatori

Al di fuori e contro ogni gioco istituzionale e partitico, ci proponiamo di garantire un permanente controllo sulle scelte della futura giunta comunale attraverso una battaglia dentro e fuori le istituzioni, capace di organizzare sul nostro territorio la difesa delle condizioni di vita e di lavoro della popolazione lavoratrice e costruire una forza comunista rivoluzionaria.

Le nostre rivendicazioni caratterizzanti, anche sul piano locale, riflettono una logica di rottura con le “compatibilità” del capitale in crisi e con le regole del gioco delle sue amministrazioni tradizionali: a partire dal ripudio del patto di stabilità e del debito pubblico verso le banche, l'abolizione del finanziamento pubblico a scuole e cliniche private, la trasformazione di tutti i contratti precari in contratti in tempo indeterminato, il diritto al lavoro, il diritto alla casa, la tutela del territorio, il limite di un salario medio operaio per gli eletti e assessori comunali, l'annullamento di tutte le privatizzazioni ed esternalizzazioni effettuate nel campo dei servizi sociali col loro ritorno sotto controllo pubblico e sociale.

Il tutto nella prospettiva di fondo della rivoluzione socialista e di un governo dei lavoratori, quale unica soluzione alternativa al fallimento storico del capitalismo.

Candidata a sindaco la giovane, tenace e grintosa compagna ELENA FELICETTI.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Pavia – sez. “Tiziano Bagarolo “

I PUNTI INDICATIVI DEL NOSTRO PROGRAMMA

INTRODUZIONE
PARTECIPAZIONE
DIRITTO AL LAVORO E ALLA SICUREZZA SUL LAVORO
AMIANTO
DIRITTO ALL’ABITARE
DIRITTO ALLO SPORT
SERVIZI SOCIALI E ASSISTENZA AGLI ANZIANI
SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO
DIFESA DEL PUBBLICO
CULTURA- ANTIFASCISMO- IMMIGRAZIONE
DOVE E COME REPERIRE LE RISORSE

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